Pubblicato da: maui | 27 novembre 2007

Kyoto

Kyoto… cosa dire.
Da un lato un posto che non dice nulla di che.
Dall’altro, un luogo magico in cui si può assaporare l’essenza del giappone antico, camminando nel quartiere delle geishe, attraverso stradine con pavimentiazione storica, templi bellissimi e zone caratteristiche che lasciano davvero a bocca aperta.
La nostra visita a Kyoto è durata 2 giorni e abbiamo dormito in un Ryokan, la tipica abitazione giapponese in cui si cammina scalzi attraverso i tatami, e dormendo in futon posizionati a terra. Un’esperienza unica che vale davvero la pena di fare.

Ma andiamo con ordine.

Ecco il nostro Ryokan, il Racucho, a pochi minuti dalla stazione di Kyoto (3 fermate e poi dieci minuti a piedi).



La foto con il kimono in posa plastica era necesaria…

Questi pannelli sono scorrevoli e servono a separare la zona giorno dalla zona notte.
Nella zona giorno c’è un tavolino basso (lo vedete a sinistra) dove per sedersi bisogna mettersi con le gambe incrociate o seduti sulle ginocchia utilizzando uno degli gli appositi cuscini (su cui ci sono io in questa foto…)

E questo è quello che vedevamo dalla nostra finestra, un bel giardino a zen con tanto di bonsai e pietrisco a secco.

Una volta sistemati, ci siamo fatti un giro nella zona centrale di Kyoto e ci siamo diretti al parco del palazzo imperiale.
Purtroppo non siamo potuti entrare dato che ci vuole una prenotazione con il passaporto e solitamente non è mai per il giorno stesso e quindi abbiamo desistito. Ne abbiamo approfittato per girare il parco e guardare gli altri templi che c’erano lì.


Il giorno dopo siamo andati a Gion, il caratteristico quartiere delle geishe. Molto bello e caratteristico.
Camminare per le stradine in pendenza attraverso negozietti e ristorantini è davvero molto piacevole.
E scoprire poi che alla fine della strada c’era una zona molto importante sia artisticamente che storicamente ci ha fatto davvero piacere. E le foto dovrebbero far capire quanto questa zona sia davvero bella….








Ed ecco la zona del Kiyomizudera temple. Quest’area si riferisce ad una serie di templi buddhisti, ma in particolare al tempio di Otowasan Kiyomizudera.

La costruzione fu iniziata nel 798, ma l’edificio attuale risale al 1633. È uno degli antichi monumenti della città, considerati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO; ed è anche uno dei finalisti per le sette meraviglie del mondo moderno.




Una volta finito il giro, siamo scesi verso la zona sud e abbiamo visitato altri posti interessanti.
Premetto che Kyoto ha probabilmente il più alto numero di templi di qualsiasi altra cità giapponese.
Purtroppo non abbiamo visto nè il Golden nè il Silver Pavillion dato che erano in due zone distinte e lontane tra loro…

In attesa di capire in che punto di Gion ci trovavamo alla fine del lungo giro, Paola si siede su un muretto e io inizio muovermi tra i vicoli con la pianta della città per trovare un punto di riferimento e mi imbatto nel Nishi Mausoleum (costruito nel 1661 da Ryonyo Shonin. Ospita le ceneri di Shinran Shonin, il fondatore di Jodo Shinshu (uno dei movimenti buddisti).

Ecco un bell’esempio di giardino Zen!


Uno dei templi che abbiamo visto aveva una singolare forma di accettazione delle offerte…
C’era un banchetto con dei fogli che dovevano essere scritti e poi incollati (c’era anche la colla) su questa struttura in modo da creare questa singolare scultura di carta…

E questa è una delle tipiche pompe di benzina a discesa verticale…
Quando la macchina si posiziona sulle strisce disegnate a terra, la pistola per il rifornimento si abbassa.


Ormai si stava facendo tardi e la nostra visita a Kyoto stava per terminare.
Molti templi erano chiusi o stavano per farlo.
Siamo riusciti a vedere giusto qualche altro lungo la strada tra cui il grandissimo Higashi-Honganji.
Per farvi capire la dimensione, provate ad individuare Paola nella foto a sinistra… Si trova sotto la lanterna verde con le braccia alzate a Y.
E la foto non riprende il tempio in tutta la sua altezza…

E questo invece è il Kyoto International Manga Museum che abbiamo trovato per puro caso dato che ci eravamo persi…


Chiudo con un pò di storia (da wikipedia)
Fu fondata nel 794 dall’ Imperatore Kammu quando la capitale vi fu trasferita da Nara. L’imperatore Kammu impose alla nuova capitale il nome di Heian Kyo . Comunemente però era nota come Miyako (oppure MiyaKyo, due diverse pronunce del carattere) ovvero “capitale”.
Fu sede imperiale quasi ininterrottamente fino 1868, quando l’imperatore Meiji si trasferì a Tokyo.

Ha una struttura quadrata, con strade ad angolo retto, secondo il modello urbanistico cinese. Il palazzo imperiale sorgeva nel quadrante settentrionale della città. A causa dell’eccessiva umidità la parte occidentale si spopolò.

Ashikaga Takauji ha fondato il suo shogunato a Kyoto. Durante la guerra Onin (1467-1477) Kyoto fu funestata da terribili combattimenti che portarono alla devastazione di interi quartieri. La città fu ricostruita verso la metà del XVI secolo. Toyotomi Hideyoshi edificò un palazzo vicino al palazzo imperiale e di lì regnò sul Giappone. Anche Tokugawa Ieyasu fece costruire il castello di Nijo vicino al palazzo imperiale.

La città non è stata bombardata nella seconda guerra mondiale e quindi il centro storico è rimasto pressoché intatto nella forma successiva alla ricostruzione.

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Responses

  1. Siete stati davvero fortunati a Kyoto perchè avete visto tante geishe cosa non semplice da quanto mi hanno detto.
    Giusto??

  2. Mah… non so dirti… Io so che Kyoto è l’ultimo luogo dove ancora mantengono le tradizioni antiche e girano molte geishe…
    Sicuramente a Tokyo o nelle metropoli non le vedrai mai se non in rari casi.
    Puoi vedere donne in kimono, questo si, ma truccate è difficile…

  3. ciao! posso chiederti un’informazione? al rakucho com’è la questione bagno? sul sito ho letto che i bagni non sono in camera, ma non sono comuni, quindi anche se fuori ognuno ha il suo, è così o il mio inglese è peggio del mio giapponese?

    grazie e complimenti per il blog, mi è molto utile!!!

  4. Ciao.
    Si, il bagno non è in camera ma è comunitario (non c’è il “tuo” bagno) ma ti assicuro che è molto pulito. Stessa cosa anche per le docce (i servizi sono staccati dalla zona pulizia corporea…)
    C’è anche un bagno tipico giapponese (quello con la vasca in legno).
    Io mi sono trovato molto bene e te lo consiglio.
    E poi è uno dei pochi che ti da la chiave per entare a qualsiasi ora come se fossi a casa tua.

    Grazie per i complimenti. Spero troverai tante informazioni utili 🙂

  5. uffa! speravo nel bagno privato! il posto mi piace tantissimo, ma viaggio con una persona che vuole assolutamente il bagno privato!

    vediamo un pò cosa proponi per osaka!

    ciao!

  6. tieni conto che nessun riokan ha il bagno privato… è come se tu avessi una casa di 5 stanze e le fittassi ai turisti. Mica puoi fare 5 bagni…
    Su Osaka potrei consigliarti il sito che ho usato io (www.hoteltravel.com), ma Federica (una ragazza che è andata a Osaka e che ha scritto sul blog) ha trovato un albergo migliore e più centrale del mio.
    Mi sembra che era su http://www.superhotel.co.jp/en/find.html#kinki
    Fammi sapere 🙂


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